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Campo rom” di via Luigi Candoni a Roma: in cammino verso il superamento

Breve storia del “campo rom” di via Luigi Candoni, nella zona Magliana di Roma. Dall’inaugurazione nel 2000 alle azioni del Piano d’Azione Cittadino: oltre 3 milioni di euro del programma PN Metro+ per l’inclusione sociale e soluzioni abitative stabili per favorire la chiusura definitiva dell’insediamento.

Nessuna città italiana ha avuto con i “campi rom” un rapporto tanto strutturale e continuativo quanto Roma, vero e proprio laboratorio storico di un modello abitativo segregante che per decenni ha confinato migliaia di persone ai margini del tessuto urbano. Se la Capitale è stata tra le prime città in Italia a strutturare ufficialmente questi insediamenti, oggi la geografia della marginalità romana sta affrontando una svolta irreversibile. Dei 19 insediamenti monoetnici riconosciuti nel 2010, oggi rimangono soltanto cinque campi formali ancora attivi sul territorio capitolino: Salviati, Candoni, Gordiani, Castel Romano e Salone. Attraverso il Piano d’Azione Cittadino per il superamento del Sistema Campi, Roma mira a chiudere definitivamente questa complessa stagione entro il 2026, sostituendo la logica dell’emergenza con percorsi strutturati di inserimento sociale e diritto all’abitare.

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Breve storia della baraccopoli di via Luigi Candoni a Roma

L’insediamento formale di via Luigi Candoni è situato al civico 91, nel quartiere Magliana, all’interno del territorio dell’XI Municipio di Roma Capitale. La sua nascita risale all’anno 2000, istituito su apposita indicazione della Giunta guidata dall’allora sindaco Francesco Rutelli come soluzione istituzionale finalizzata a dare accoglienza a circa 480 cittadini originari della Bosnia-Erzegovina. Nel corso del tempo, la composizione demografica del campo si è modificata, stabilizzandosi in una precisa suddivisione interna che vede l’insediamento articolato in due macro-aree distinte: una zona abitata prevalentemente da nuclei familiari bosniaci e una seconda area in cui risiedono famiglie di origine romena. Complessivamente, la fotografia della popolazione residente evidenzia come circa i due terzi degli abitanti siano originari della Romania, mentre il restante terzo provenga dai Paesi della ex Jugoslavia, configurando un contesto multiculturale ma fortemente isolato dal resto del tessuto cittadino circostante.

Come sono nati i campi in Italia?

Il progetto di superamento e i fondi stanziati

In conformità con le linee guida della Strategia Nazionale e per dare attuazione al Piano capitolino, nel 2023 Roma Capitale ha pubblicato un apposito Avviso pubblico finalizzato a selezionare Enti del Terzo Settore disponibili a collaborare con l’Amministrazione per la progressiva chiusura e il superamento della baraccopoli di via Luigi Candoni, fissando il termine ultimo delle operazioni entro il mese di dicembre 2026. L’incarico è stato ufficialmente affidato a un Raggruppamento Temporaneo di Imprese (RTI) costituito da Arci Società Cooperativa Sociale, Speha Fresia Società Cooperativa Impresa Sociale e dalla Casa dei Diritti Sociali OdV.

Al momento dell’avvio della procedura, la baraccopoli ospitava 132 nuclei familiari, per un totale di 669 persone residenti, tra cui si registrava un’alta densità di minori, pari a 289 bambini e ragazzi. Il piano d’intervento finanziato poggia su una dotazione economica rilevante, attinta dalle risorse europee del programma PN Metro+ 2021-2027, e si articola in due pilastri strategici tra loro complementari.

  • Accompagnamento e Inclusione. Un filone d’azione a cui è stato destinato un importo di 1.650.000 euro, volto a strutturare interventi mirati al contrasto dell’antiziganismo, alla regolarizzazione dei documenti d’identità, al supporto per l’accesso continuativo all’istruzione scolastica, alla formazione professionale, all’inserimento lavorativo e alla tutela del diritto alla salute.
  • Housing. Una seconda linea d’intervento dotata di uno stanziamento complessivo di 1.500.000 euro, interamente focalizzata sull’elaborazione di risposte e proposte abitative differenziate, finalizzate a garantire il passaggio verso alloggi stabili, dignitosi e sostenibili al di fuori del circuito emergenziale.

Le attività concrete sul campo, avviate nell’aprile del 2024, hanno già iniziato a produrre i primi tangibili cambiamenti. Alla fine del 2025, i dati di monitoraggio rilevano che il numero dei residenti all’interno del villaggio di via Candoni è sceso a 495 persone, registrando una contrazione della popolazione pari a circa il 25% rispetto alla situazione iniziale. Questo decremento progressivo testimonia l’efficacia dei primi trasferimenti e dei percorsi di autonomia avviati, segnando un passo fondamentale verso lo smantellamento definitivo e irreversibile del campo della Magliana.

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