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“Campo rom” di via dei Gordiani (Roma), lavori in corso per il suo superamento

Il campo rom di via dei Gordiani, nato come campo attrezzato nel 2002, è uno degli ultimi insediamenti ancora presenti a Roma. Oggi ospita circa 230 persone e rientra nel Piano cittadino per il superamento del sistema dei campi. Il progetto, coordinato dalla Croce Rossa Italiana e finanziato con fondi europei, punta a favorire l’inclusione sociale e il trasferimento delle famiglie verso soluzioni abitative più adeguate.

Se l’Italia è il paese dei campi, secondo una definizione coniata nel 2000 dallo European Roma Rights Centre (ERRC), Roma ne è (purtroppo) la degna capitale. All’interno del suo perimetro, infatti, già da decenni, rom e sinti sono una presenza stabile e vivono in baraccopoli o insediamenti formali e informali. Anzi, Roma è stata tra le prima città in Italia ad inaugurare la stagione dei “campi rom” ufficiali, cioè organizzati e strutturati dalle stesse istituzioni, in ossequio ad una presunta cultura nomade degli abitanti. Fortunatamente, negli ultimi anni anche la capitale, come molte altre città, ha imboccato in modo deciso la via del superamento dei campi. Ad oggi, ne sono rimasti solo 5, tra cui la baraccopoli di via dei Gordiani, una delle prime a nascere. Le altre sono Salone, Salviati, Castel Romano e Candoni.

Leggi l’approfondimento sui campi rom a Roma

Breve storia della baraccopoli di via dei Gordiani a Roma

Le prime presenza rom nella zona di Gordiani, a Roma, si sono registrate a partire dagli anni ’80, quando, a seguito della morte del presidente Tito e il conseguente disfacimento dell’ex Jugoslavia, numerose comunità sono fuggite dai rispettivi paesi rafforzando un flusso migratorio già esistente e collocandosi negli spazi della periferia già abitati, nei decenni precedenti, dai baraccati romani (che erano invece in procinto di trasferirsi verso le nuove case popolari a loro assegnate). Quindi, sulle macerie delle abitazioni dove per decenni avevano vissuto immigranti italiani, le famiglie rom hanno realizzato alloggi di fortuna. Ed è così che in zona Gordiani, come anche in via Casilina 900, in prossimità dell’Acquedotto Felice e a Quarticciolo sono riapparse le baracche. Negli anni ’90, poi, la questione jugoslava è degenerata, sfociando in un sanguinoso conflitto, che ha avuto come effetto un esodo incontrollato e l’arrivo a Roma di altre migliaia di cittadini provenienti dall’area balcanica, molti dei quali vanno a ingrandire le baraccopoli già presenti.

Nel 2002, la Giunta capitolina guidata da Walter Veltroni ha deciso di realizzare proprio in via dei Gordiani 365 (V Municipio) un campo attrezzato, che è tuttora quello più vicino al centro di Roma. L’area oggi si trova in prossimità di una stazione della linea C della metropolitana, che ha contribuito a ridurne l’isolamento rispetto al resto del quartiere e della città. Nell’arco di 25 anni, la popolazione dell’insediamento è rimasta stabilmente tra le 200 e le 250 persone, principalmente cittadini provenienti dalla Repubblica Serba.

Il superamento del campo di Gordiani

Più precisamente, gli ultimi dati disponibili parlano di 228 residenti, di cui 72 minori, divisi in 59 nuclei familiari. Presenza censite al momento della pubblicazione dell’Avviso pubblico del Comune di Roma finalizzato a selezionare Enti del Terzo Settore disponibili a collaborare nella realizzazione di azioni di inclusione volte al superamento della baraccopoli. L’Avviso rientra “Piano d’azione cittadino per il superamento del Sistema Campi 2023-2026”, approvato dal Campidoglio nel 2023, recependo la Strategia Nazionale 2021-2030, approvando nell’Estate 2023 il

Il progetto di superamento del campo di Gordiani è stato affidato alla Croce Rossa Italiana (CRI), che ha il compito di coordinare le attività sul campo, garantendo interventi mirati di accompagnamento sociale, sostegno alle famiglie e promozione dell’inclusione.

Le azioni previste comprendono due ambiti principali:

  • accompagnamento e inclusione, con interventi volti al contrasto dell’antiziganismo, alla regolarizzazione documentale, all’accesso all’istruzione e al lavoro, alla promozione dell’inclusione sociale e della salute, e all’accesso a un alloggio adeguato;
  • housing, con proposte abitative differenziate. Le risorse stanziate ammontano a 1.200.000 euro per l’Accompagnamento e Inclusione e a 900.000 euro per le attività di Housing, provenienti dal PN Metro+ 2021-2027.

Scarica il report annuale sulle condizioni di vita di rom e sinti in Italia

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