“Campo Rom” a Caivano, al via il progetto per il superamento dell’insediamento di Trivio delle Janare
Il campo rom di Caivano (zona Trivio delle Janare – via delle Cinquevie) è uno degli 8 insediamenti informali per rom e sinti presenti nel territorio della Città Metropolitana di Napoli. A giugno del 2026, il Comune di Caivano ha ufficialmente annunciato l’avvio delle procedure per il suo superamento, attraverso l’applicazione del modello MA.REA., in collaborazione con l’Associazione 21 Luglio.
Dopo oltre 20 anni, anche il “campo rom” di Caivano, uno dei tanti presenti nel territorio della Città Metropolitana di Napoli, si avvia verso il superamento. Il Comune di Caivano, infatti, ufficialmente deliberato l’avvio dell’applicazione del modello MA.REA., in collaborazione con l’Associazione 21 luglio. Un altro tassello nel lungo percorso che l’Italia sta compiendo verso la chiusura di una pagina particolarmente dolorosa della propria storia recente. La gestione e il superamento dei campi etnici in Italia, infatti, rappresentano da anni una delle sfide sociali più complesse per le amministrazioni locali. Spesso definito a livello internazionale come il “Paese dei campi”, il nostro territorio nazionale conta circa 98 insediamenti formali che ospitano poco più di 10.000 persone tra rom e sinti. In questo scenario, l’area dell’hinterland napoletano detiene il primato per la criticità delle condizioni abitative. Nell’area, infatti, si registra il tasso più alto di persone di etnia rom in emergenza abitativa: circa 3.000 individui (lo 0,11% della popolazione locale contro lo 0,02% della media nazionale). Inoltre, il 50% dei rom presenti in insediamenti informali a livello nazionale si concentra proprio nel territorio partenopeo (1.250 unità su 2.500).
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La storia del campo rom di Caivano a Trivio delle Janare
L’insediamento di Trivio delle Janare sorge nell’estrema periferia di Caivano, al confine con il comune di Afragola. La sua storia inizia nel luglio del 2005, quando l’area viene istituita su un terreno confiscato alla criminalità organizzata con l’obiettivo di accogliere un ampio nucleo familiare originario della Repubblica del Montenegro. Progettato inizialmente come una baraccopoli dotata di 30 moduli abitativi per circa 120 persone, il sito è andato incontro a un progressivo abbandono da parte delle istituzioni. Attualmente, l’insediamento di Trivio delle Janare ospita 139 persone, di cui ben 67 sono minori. Le criticità principali rimangono legate alla precarietà della posizione documentale degli abitanti, alle gravi condizioni igienico-sanitarie e alle oggettive difficoltà di accesso ai servizi essenziali.
Il progetto di superamento: la Delibera e il Modello MA.REA.
In risposta alle raccomandazioni dell’Unione Europea e in linea con la Strategia Nazionale per l’inclusione dei rom 2012-2030, l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Antonio Angelino ha approvato la Deliberazione della Giunta n. 104 del 20 maggio 2026. Questo atto formale ha sancito l’avvio della collaborazione con l’Associazione 21 luglio ETS per l’adozione del modello MA.REA. (MAppare e REAlizzare comunità).
Il piano si articola in diverse fasi cronologiche ben definite:
- Fase 1 (fino a settembre 2026). Mappatura dell’insediamento, somministrazione di questionari, emersione di competenze/bisogni e individuazione degli stakeholder.
- Fase 2 (autunno 2026). Costituzione del Gruppo di Azione Locale ed elaborazione del Piano di Azione Locale per il superamento.
- Fase 3 (primavera 2027). Avvio effettivo del cronoprogramma per lo sgombero inclusivo e l’inserimento sociale.
Il sindaco di Caivano, Antonio Angelino, ha espresso forte determinazione nel voler trasformare questa storica criticità in un’opportunità di riscatto. “Con l’avvio di MA.REA.”, ha affermato, “il Comune compie un passo concreto per superare una condizione che pesa sul territorio, con un metodo basato su conoscenza, corresponsabilità e interventi ordinati. Inclusione e sicurezza camminano insieme”. Dello stesso avviso è Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio, che sottolinea l’urgenza di abbandonare logiche puramente etniche o emergenziali per restituire dignità ai diritti umani: “Eliminare questo ‘buco nero’ presente sul territorio di Caivano secondo principi inclusivi […] potrà diventare un modello su scala regionale e nazionale”.
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